Di Me, fin troppo Peanut(s)


Posted: gennaio 27th, 2012 | Author:
Filed under: Parole..., Pensieri

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Charlie Brown: Penso di avere paura di essere felice.
Lucy: Come puoi avere paura di una cosa del genere?
Charlie Brown: Perché quando sei felice, c'è sempre qualcosa che va storto.

 

La mia passione per i Peanuts è nota pressochè a chiunque da più o meno sempre.
Agrodolci. Profondi. Solleticosi. Li adoro.
E oggi mi trovo davanti un Charlie Brown che ha paura di essere felice e mi scoppia il cuore di dolcezza.
Mi vien da ridere, ma roba da ridere coi lacrimoni eh, mica una risatina così, scemotta.
Nono, a me vien da piangere dalle risate.
Perchè io sono sempre stata un po' Charlie. Timido, insicuro, impacciato.
Ma sono anche sempre stata un po' Lucy. Scontrosa, prepotente, spavalda.
E oggi, quando penso a che guerre ho combattuto dentro di me per tenere in bilico questi due eccessi, non posso far altro che sentire una vocina dentro che ridacchia:
E ridacchia di me.
E ridacchia con me.
Perchè anche lei lo sa che la guerra, ormai, è finita.

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Di Me e Mpfh


Posted: settembre 12th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D.

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I want to wake up
I want to know where I'm going
I want to go where the rivers are over-flowing

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È che avrei un mondo di cose da scrivere. Ho stipati nella testa una cosa come 6 post. Scritti, rivisti, corretti e finiti. Solo non riesco mai a trovare il LA per metterli giù.
Nelle ultime due settimane sono successe talmente tante cose, sia belle che brutte, che credo di aver ancora bisogno di tempo per elaborare il tutto.
Intanto mi libero di fardelli. Abbandono vecchi schemi mentali malati, inizio a prendere in mano la mia salute fisica e asporto anche chirurgicamente persone infette dalla mia vita. E tutto questo è un bene.

Ma sono ancora irrequieta.

Sarà che domani inizio il nuovo lavoro.
Sarà che aspetto notizie degli altri due colloqui (dei quali, parlando a sproposito, ho passato la prima selezione u.u).
Sarà che un po' mi preoccupa dover guidare fino a Roma tutte le mattine alle 7…
Sarà che l'ansia da prestazione non mi abbandona mai e che è un po' che non programmo in effetti visto che ultimamente mi son dedicata più che altro a grafica/css.
Sarà che al di là di tutte le menate, sto ufficialmente iniziando una nuova fase della mia esistenza.
Sarà che inizio a scorgere possibilità che fino a pochi mesi fa erano circoscritte nell'area "sogni".
Sarà che sono altalenante. Su tutto. E questa è una di quelle convinzioni dalle quali devo liberarmi prima che diventino una realtà.
Sarà che un po' di paura la ho e un minuto dopo mi sento tranquilla, protetta, come se fossi stretta nel caldo e rassicurante abbraccio dell'universo.
Sarà che cose che ho sempre pensato di non poter avere, fare, pensare, sognare, essere… si sono rivelate esser già nelle mie corde. Forse da sempre.
Sarà che ho una voglia matta – MATTA – di mettermi alla prova e saltare sul carro di questa nuova Vita e riempirla fino a scoppiare.
Sarà che dovrò imparare la pazienza. O meglio a ottimizzarla. Chè tendo a impiegare quella di cui sono in possesso in ambiti… diciamo non di primaria importanza, ecco.
Sarà che vorrei fare un milione di cose ma finisco sempre col non iniziare mai a farle e allora penso a Goethe: Qualunque cosa tu voglia fare, o sognare di fare, incominciala. Incominciala adesso. L'audacia ha in sé, genio, potere e magia.
Sarà che ho vinto delle vere e proprie Guerre contro me stessa negli ultimi giorni e provo tanto orgoglio da non sapere quasi come contenerlo tutto.
Sarà che ho voglia di sbarazzarmi di tutte le cose vecchie, svuotare ogni più minuscolo cassetto della cuccia e buttare tutto per far spazio al Nuovo, al Prezioso, all'Unico. Non voglio più cose senza significato ma solo cose Speciali.
Sarà che sono finalmente certa di essere sulla strada giusta… e questa certezza mi fa girare la testa.

 

I'm ready to let the rivers wash over me
If the waters can redeem me
I'm ready

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Di me e dei Miei Ultimi Giorni


Posted: settembre 8th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D., Vi(s)ta, Vi(s)ta da Donna

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Quando non si può cambiare il mondo
bisogna cambiare l'arredamento
(Daniel Pennac)

 

Giovedì 8 settembre. Oggi è il giorno in cui dovrò confermare o smentire la mia presenza al corso.
Oggi è anche il giorno in cui, alle 13, dovrò chiamare tale Paolo Pieri per stabilire quando incontrarci per un colloquio.
Oggi è anche uno dei giorni papabili per avere notizie da Stefano, il tizio presso il quale ho fatto il primo della stagione, di colloquio.
Oggi è anche il giorno prima di venerdì 9, quando avrò un altro colloquio alle 11, in un posto che dovrei raggiungere prendendo gli stessi mezzi che prendevo per andare all'università.

Oggi è il giorno in cui sono colta da mille paure e ansie da prestazione.
Oggi è il giorno in cui mi sento insicura e incrollabile al tempo stesso.
Oggi è il giorno in cui capisco che mi sto mettendo in gioco e non importa fin dove arriverò, ne uscirò comunque vincitrice.

Oggi è il giorno in cui realizzo che questi sono gli ultimi giorni della mia vita come la conoscevo.
Oggi è il giorno in cui mi scopro a non veder l'ora di presentarmi a quella nuova, di vita, che mi aspetta. Per farci l'amore, fino a piangere di gioia. Per prenderla a parolacce, fino a imparare a riderci su. Per riempirla di luce, in ogni modo in cui mi sarà possibile. Per camminarci dentro con la consapevolezza di avere la forza necessaria ad affrontare qualsiasi cosa. Perchè dai tunnel ne sono uscita mille volte e c'è sempre stato il sole ad aspettarmi. Ma soprattutto perchè… com'è che si dice? Mentre vi ero dentro, in quei tunnel, ho sempre trovato il modo di arredarli.

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Di me e delle cose che ho il Vizio di Dimenticare


Posted: settembre 3rd, 2011 | Author:
Filed under: Amori e dintorni, J.a.D., Vi(s)ta da Donna

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È stato nel 2005. L'ultima volta che mi sono fidata di qualcuno e gli ho permesso di passeggiarmi sul cuore come fosse stato una star sul tappeto rosso.
Sembra ieri e invece era il 2005. E realizzo oggi con sorpresa che è stata l'ultima volta in cui sono finita in pezzi.

Erano gli ultimi giorni di un banalissimo e noiosissimo Luglio. Ero rimasta da sola in una Roma deserta.
Dopo che il mio cuore finì in brandelli, scappai al mare, tornai in quella che da lì a breve sarebbe ridiventata la mia casa… anche se all'epoca ovviamente non lo sapevo.

Ad attendermi alla fermata del treno, sorrisi e abbracci e conforto e fazzolettini e sdrammatizzazioni e sbronze e Amore di quello vero.
Trovai ciò che ero andata a cercare. E anche di più. Ma non solo da parte degli altri.

Malgrado stessi annegando in un inferno dal quale non credevo sarei stata in grado di risollevarmi, scattai una foto. Proprio nel momento in cui credevo di non avere via d'uscita. Per ricordare a me stessa come avevo permesso a una persona di ridurmi e per impedire che succedesse ancora no matter what.

Rimasi al mare solo pochi giorni, giusto il tempo di dormire e piangere fino ad aver buttato via tutto quello che non volevo portarmi dietro.

Era la fine di luglio quando scattai la mia foto "no more"

E pochi giorni dopo scattai la mia foto "This Time"

Quel che più amo del mio passato è che, senza nemmeno rendermene conto, l'ho riempito di dimostrazioni di Forza e di Vita che ancora oggi sono in grado di regalarmi la certezza che, anche alla fine della notte più lunga e buia, ci sarà uno splendido sole sotto il quale sdraiarmi e, perchè no, abbronzarmi!

Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, circondarmi di gatti sta iniziando a dare i suoi frutti.

Ciao, mi chiamo Eleonora. Ho sette vite. E cado sempre in piedi.

 

This time
I'm gonna be my own best friend
This time
I'm gonna be the one

To win
Your love
Your affection
To hide
My fear
Of rejection
This time

I'm gonna love myself
More than anyone else
I'm gonna treat me right

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Di me e di un Fiore Ogni Tre Vite


Posted: agosto 29th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D., Vi(s)ta da Donna

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Le scarpe nel deserto
pesan sempre un po' di più
di sabbia terra e polvere
che non si staccan più
Un fiore ogni tre vite
ed un fiore che poi
sara' robusto ed alto si
ma profumato mai

 

Avete mai la sensazione che, tutto quello che vorreste dire, fare, immortalare, ricordare, imparare, condividere… non riuscirete mai e poi mai a dirlo, farlo, immortalarlo, ricordarlo, impararlo, condividerlo…?
Ho la mente e il corpo disallineati. Lì dove vorrei arrivare con i pensieri, il corpo non riesce a seguirmi.
Dopo una giornata riccaricca, di prospettive, emozioni, di ohmiodiocomeseibellasembripiùgiovane, di hailostessovisocheavevidabambina, di saichetiziosièsposato? e di saichecaioèdiventatopadre?
Dopo una giornata caldacaldacalda, di sole, di affetto, di note urlate dal finestrino e lacrime strizzate giù dagli occhi, di sensazioni che mai ti saresti sognata di poter provare, di libertà che mai ti saresti sognata di poterti permettere, di sogni che mai ti saresti sognata di poter sognare…
Dopo una giornata così tanta, vorrei continuare a farefarefare e correrecorrerecorrere e sentiresentiresentire ma… tanta è l'energia che ho dentro quanta è la stanchezza che ho fuori.
Una delle mie AnimeAffini sul suo blog, pochi giorni fa, ha scritto che s'ha da allenare il cuore perchè possa riuscire a pompare tutta quella Felicità.
E mi rendo conto che è così anche per me. Ma non solo per il cuore. Che straripa ed è di almeno tre taglie più grande.
Nel mio caso, è tutto il corpo ad aver bisogno di "metter su muscoli"

Sono fuori allenamento. Mi sono disabituata alla Vita e, ora che la Vita mi chiama, non riesco a correrle dietro.

Per fortuna so che almeno lei mi ama.
E mi aspetterà.
Per sempre.
E anche un po' più in là.

Il cielo sul deserto
chiama acqua pure lui
snobbato dagli angeli
volato da avvoltoi
e torbido di spiriti
che spesso giocano
in sella al vento fischiano
e poi ululano

A meno che
faccia un poco d'ombra tu

A meno che
il sole non mi accechi più

A meno che
butti via le bussole
bruci le mie bussole

 

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Pausa Caffè


Posted: febbraio 16th, 2010 | Author:
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Mh.

Giuro che avevo un sacco di cose da scrivere quando ho deciso di venire qui eh. Solo che poi, una volta giunta, mh.

Di cos’è che volevo scrivere? Mi son detta bon, ora approfitto della pausa caffè per scrivere sta cosa chè altrimenti me ne dimentico sempre. 
Mh.
Memoria a breve termine scaduta. Chiamatemi Dory. Di nuovo.

Coffee Break con tanto di zucchero alla vaniglia. Break da cosa? Ah, ma dal manualone di storia moderna, ovviamente. E dall’esaurimento nervoso incombente, ovviamente. E da i pensieri che corronocorronocorrono da tutte le parti, ovviamente.

Che poi alla fine le cose vanno fin troppo bene. Domani devo andare dal dentista e vabè ma in fondo sembra esser ugualmente tutto perfetto.
Non fosse altro che per il lavoro che in ufficio inizia a entrare e inizia a esser tanto
Non fosse altro che per il lavoro che ho fatto (e continuo a fare) su me stessa
Non fosse altro che per il lavoro che abbiamo fatto (e continuiamo a fare) su Noi
Non fosse altro che per questa strana magia che non ci fa litigare – nemmeno la più minuscola discussione – da ormai un mese e mezzo
Non fosse altro che per le nuove prospettive che s’intravedono all’orizzonte

Allora cosa mai avrò da lamentarmi?
Aboh.
Non lo so nemmeno io.
È forse solo che l’autoanalisi stanca. Molto. E cercare di capire dove si vuol andare, cosa ci appartiene e cosa invece è solo lo strascico di qualcosa che ormai non ci riguarda più, è una delle cose più difficili del mondo.

Parola chiave: Equilibrio.
Lo cerco, lo bramo, lo sogno.
Per la prima volta in vita mia, io che mi son sempre complicata l’esistenza in ogni modo possibile e immaginabile, vorrei una vita semplice. Tranquilla. Orrooore! Io, tranquilla? Non sia mai! Io che non infittisco la trama del mio viaggio con mastodontici macigni di pathos? Mh.
Che stia crescendo? Che stia guarendo?
So che non voglio più esser per me stessa fattore di stress. Non voglio più intrecciare gli stami di Cloto.

Il mio più grande difetto/errore, è sempre stato quello di pensare troppo al poi, al se. Cosa che, immagino, s’impara quando si trascorrono quelli che dovrebbero essere gli anni formativi a combattere con cose che si è assolutamente troppo giovani per gestire. Cose che, inevitabilmente, ti insegnano a correre contro il tempo dichiarandogli guerra in ogni modo possibile e immaginabile. E finisce sempre che, per correre dove vuoi arrivare, ti dimentichi di goderti il panorama, l’esperienza, il viaggio stesso.

Mi sono svegliata una mattina e ho realizzato di non aver fatto altro che correre per il terrore di non aver tempo sufficiente a fare tutto quello che avrei voluto fare. E se mi guardo indietro, vedo pochi, pochissimi giorni degni di nota in tutto questo rimbalzare da una parte all’altra.
Ho sempre sostenuto che le cose non avessero un valore intrinseco ma solo quello che ognuno di noi da loro. E io non lo sto facendo. Io non sto dando valore ai miei giorni, quindi alla mia vita. Sto dando importanza a qualcosa che non esiste, a un futuro che potrebbe anche non arrivare mai.
Mi sto perdendo, per dirla alla Tolle, il qui e ora.

E questo è esattamente ciò che non ho più intenzione di fare.

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I’ll Light The Fire


Posted: gennaio 26th, 2010 | Author:
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I’ll light the fire
You put the flowers in the vase
That you bought today


 

Un piede dietro l’altro, un passo dopo l’altro. 
Così, dicono, si raggiungono le mete, si percorrono le più sconfinate distanze.
Con rischi indicibili e traversie innumerevoli. No, quello è un altro film.
Il mio, di film, sembra fermo al titolo.
È solo che piove. Già. Oggi piove. E non è che il fatto in sè sia poi così degno di nota. È il contorno, semmai, a esserlo. Degno di nota, dico.
Penso a quanto meraviglioso potrebbe essere questo momento. Se solo…

Staring at the fire
For hours and hours
While I listen to you
Play your love songs
All night long for me
Only for me

Mi ricordo di qualche anno fa. Il chi sarei stata, come ci sarei arrivata, cosa avrei fatto e molti altri dettagli erano lasciati al caso. A non esserlo, era Lei.
Una vera e propria costante.
Posso andare indietro negli anni fino al 2oo5 tranquillamente e vedermi che ne parlo con l’orso. Mostro foto, bozzetti, progetti, sogni a occhi aperti.
Era lì che volevo arrivare.

Come to me now
And rest your head for just five minutes
Everything is good
Such a cosy room
The windows are illuminated
By the sunshine through them
Fiery gems for you
Only for you

Sono passati tanti anni da allora. Molte cose sono successe. Le persone che vedevo nel quadretto sono cambiate. O meglio, son passata dal vedermici sola al riuscire a contemplare la presenza di una seconda persona (oltre ai millemila gatti – of course!). Eppure, quando chiudo gli occhi, ancora mi ritrovo catapultata dentro quel sogno.
Non so dove sia quel posto ma so che è lì che voglio andare e so anche che, il giorno in cui potrò finalmente chiamarlo casa, non arriverà mai troppo presto!

Our house is a very, very fine house
With two cats in the yard
Life used to be so hard
Now everything is easy
‘Cause of you

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Di me e dei Blog (Attenzione: post potenzialmente melenso!)


Posted: gennaio 14th, 2010 | Author:
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Brixterentolavo fra i vecchissimi messaggi privati di iobloggo. Chè son davvero tanti e, alcuni, persino di persone non più iscritte. Davo una bella rispolverata quando ho trovato un messaggio che mi ha fatta sorridere. Tra l’altro di una persona che ho ritrovato per caso qualche giorno fa in un blog prevalentemente abbandonato.
Beh, non so nemmeno se mi legge più ma… mi ha scaldato il cuore. Davvero.
Il messaggio diceva

 

Alla cortese attenzione di Brixta no no no…così non andiamo *scuote la testa*…ma come io l’aspettavo per renderla partecipe del blog sotto vuoto, e lei mi fa disperdere come nebbia….no no no…

Introduzione ebete a parte, colgo l’attimo (che mi sa è già fuggito), sfrutto la scusa, per comunicarti tutta la mia stima. Vabbè così sembra una lettera di rappresentanza. Però sai che c’è, leggendo blog (ma anche altre cose) qua e la per la rete (ma non solo) non è facile trovare chi sa scrivere, e non parlo di lingua italiana (anche se..). Mi riferisco a quella abilità propria di poche individualità di riuscire a tradurre pensieri.
Fine.

va che tra un pò ti chiedo un autografo eh ;-))

buon*aggiungere qualcosa a scelta*

 

E all’improvviso ho capito, forse per la prima volta, perchè amo tanto i blog. No, non per i "complimenti" e nemmeno perchè si condividono esperienze e blablabla. È perchè la scrittura ti da modo di conoscere, prima della persona che hai di fronte, il suo estro, il suo aspetto creativo o comunicativo. Cosa che, normalmente, accade dopo mesi e, in alcuni casi, può anche non accadere mai. Conosco persone da una vita che non sospettano nemmeno lontanamente ch’io ami scrivere…

Per me, che do il peso che do alle parole, il blog è un modo per conoscere persone che, prima di tutto, condividono questa mia passione. Il resto è accessorio, per non dire irrilevante. Quando poi questo estro vien impiegato per un messaggio privato, un commento, una email o quel che sia… è per me una enorme dimostrazione d’affetto. Scrivere è donare e, che qualcuno che a stento mi conosce avverta così spontaneo il bisogno di donarsi, è qualcosa che non smetterà mai – MAI - di commuovermi.
Tutto questo per dirvi che vi adoro. Davvero. Uno per uno. Dal 2oo3 a oggi. Mi gira la testa se penso a tutte le persone stupende che ho conosciuto grazie a questo stupido pezzo di carta virtuale e a tutte quelle che, mi auguro, continuerò a conoscere.
Uno dei miei buoni propositi per quest’anno riguarda proprio alcuni di voi. Chè so di aver appena detto di adorarvi tutti ma, concedetemelo, alcuni li adoro un po’ di più e ho tutte le intenzioni di approfondirli! Un paio di loro sanno anche già di essere sulla mia lista ;)
Gli altri… beh, lo scopriranno presto!

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Propositi e Boh


Posted: gennaio 11th, 2010 | Author:
Filed under: J.a.D.

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Lo so che questi giorni sono sconclusionata e brlmrbrlmb (rende bene eh? No, non rende bene? A me sembro proprio io! Se brixta fosse un suono? Brlmbrlm!).
So anche di star scrivendo troppo. Sarà colpa dell’iperattività distrattivo-creativa esamistica? (ummaronn!!!) Per chi si stesse chiedendo "dechè???" -> X
Io dico che m’è semplicemente mancato il mondo dei blog.  (strush strush!)
A ogni modo, non son qui per psicanalizzare me stessa (!!!) ne’ per sviolinare voi ma per annunciare la solenne decisione da me poc’anzi presa. E cioè che, in virtù della (semi)niu filosofia (cfr parte finale di codesto post) di mozzare le capocce dei miei personalissimi mostri a tre teste nel momento esatto in cui mi rendono consapevole della loro esistenza facendo capolino, ho deciso di fare una lista di tutte le cose che mi spaventano e iniziare, lentamente, a farle.
In cima alla lista: riprendere a cantare.
Ebbene sì, la Vostra canta(va) ma, causa tardivo panico da palcoscenico, ha semplicemente smesso di farlo, a eccezione di sotto la doccia of course!
Beh, stamane ho preso coscienza di due fatti sconvolgenti:
Fatto Sconvolgente Numero Uno: non so più controllare la voce come facevo un tempo. Causa: inattività. Rimedio: allenamento.
Fatto Scongolgente Numero Due: riesco a prendere note che anni fa avrei potuto raggiungere FORSE solo in un sogno VM30. Causa: abolizione sigarette. Rimedio: go on, baby!!!

Insomma, non ve ne fregherà niente – e mi sembra pure il mimino, non ce l’avete una vita??? – ma per me è un giorno storico.
Prendo con me stessa l’impegno di superare questo stupido, insensato trauma. E ora… che qualcuno mi trascini in un bar karaoke!!!

PS. scherzavo, provateci e vi stermino la famiglia!

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Brixta in “…la ruota dell’(d)anno”


Posted: settembre 13th, 2009 | Author:
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Sour as the oranges
See i can’t bite ’cause i’m too tired
And i say that’s what happens
When you run hard to get nowhere

Sono un animale autunnale.
L’inverno, bello, lo sarebbe con la neve…ma qui non sia mai!
La primavera, bella, lo sarebbe senza allergia stagionale…ma tant’è!
L’estate, bella, lo sarebbe senza afa, appiccicume, umidità al 125%…ma l’Africa non è mai sembrata più lontana!
L’autunno invece…eh. L’autunno È bello, senza se e senza ma. Perfetto. Con i suoi temporali profumati; i suoi colori caldi, avvolgenti; il suo sapore malinconico sempre addosso. L’autunno è la stagione che meglio mi calza. Mi ricarica, paradossalmente, dopo un’estate estenuante, sfiancante, che m’ha fatto letteralmente evaporare ogni goccia di energia vitale e creativa.

L’estate è il momento dello spaparanzamento. Del "non penso a niente, mi stendo al sole, mi ammollo in acqua finchè non mi escono le squame e aspetto che passi questa stagione infernale". Orsa al contrario, in autunno mi risveglio dal letargo e tutto quello che ho solo immaginato durante i mesi più caldi, prende magicamente forma sotto i miei occhi ancora lievemente accecati dal troppo, troppissimo sole.
E’ la stagione della rinascita, del mettiamoci in gioco, del rimbocchiamoci le maniche e facciamo vedere a questo nuovo anno di che pasta siamo fatti.
Sì perchè, per me, eterna studentessa, (complice anche l’ahimè non troppo remoto passato in cui m’interessai di neopaganesimo), l’anno è sempre iniziato a settembre/ottobre. Il fatto poi che un tempo festeggiassi il capodanno a Samain…beh, sono gemelli, noi dobbiamo provare tutto almeno una volta nella vita, no? Yey! Umpfh.

Dicevo? Ah si già, l’autunno. Ecco insomma, questo. Adoro l’autunno. Adoro la me autunnale. Adoro prendere la kattina e guidare fino all’ikea per comprare un mobiletto che darà il via alla mia fase di riordino ossessivo compulsivo da "butto tutto quello che non mi serve per far pulizia nella mia vita".
Il bisogno di essenzialità è sempre andato a braccetto col mio minimalismo storico ma oggi più che mai assume toni di necessità esistenziale. Ho bisogno di ordine, di spazio, di vuoto persino. Chè i vuoti, ho sempre sostenuto, son bravissima a colmarli. Eppure negli ultimi mesi mi ci son solo arenata dentro. Un po’ per l’abbandono subito da parte delle parole che, dopo decenni di sincero e profondo amore, han iniziato a evitarmi, a sfuggirmi di mano come saponette bagnate costringendomi a cercare altri mezzi per potermi leggere. Un po’ perchè ho ingenuamente pensato che quel vuoto, sarebbe dovuto rimanere tale finchè non fosse stato riempito da chi di dovere. Come se, riempiendolo, sottraessi qualcosa a lui. Stupido, vero?

Sono stati mesi difficili. Mesi durante i quali i contrasti fra la me odierna e la randagia che ero si son fatti difficili da sostenere. Mesi trascorsi osservandomi vivere con la sensazione che qualcosa si fosse incrinato ma senza riuscire a capire cosa, dove, quando, nè tantomento perchè o in che modo. Mesi che mi hanno messa alla prova e raramente mi son potuta sentire orgogliosa di me stessa. Mesi in cui quel malessere di fondo ha fatto peggiorare la mia sindrome del felino ferito, rendendomi più chiusa e più aggressiva. Mesi la cui utilità oggi non manco di riconoscere ma che, graziaddio, posso dichiarare finalmente finiti.

Il torpore dell’estate sta scivolando via trascinato dall’acqua della piscinetta che ho iniziato a svuotare stamattina, alle sette e mezzo, sotto il diluvio. Terapeutico anzichenò!
Il mio ventottesimo anno è come se stesse iniziando solo ora. Con tanti buoni propositi, con tante nuove prospettive. Con nuove, entusiasmanti sfide. Con un gliederpuppe e i tentativi d’imparare a disegnar a carboncino. Con tre tele bianche, un set di pennelli nuovi di zecca, una tavolozza, una spatola e gli altri accessori necessari a iniziare l’avventura nel mondo della pittura a olio. Con la voglia di tirarle fuori, le cose, a ogni costo. Se non con le parole, con le immagini, con le foto, con i colori.

Bentornato Autunno. Bentornata Me. Mi siete mancati. Tanto. Forse troppo.

 

I almost stop feeling the freezing
Whenever it’s cold
And I almost can see in the dark now
’cause your skin’s so gold

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    Fab
    (lunedì, ago 15. 2011 09:03 PM)
    Bella lì! Anzi qui! ;)
    Brixta: <3
    Roberto Bommarito
    (lunedì, ago 15. 2011 04:28 PM)
    uno due uno due
    Brixta: Congratulazioni, sai contare fino a due! :P
    Brixta
    (lunedì, ago 15. 2011 03:13 PM)
    Mh, prova…

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