Di Me e di… Leeet The River Ruuun


Posted: gennaio 26th, 2012 | Author:
Filed under: J.a.D., Vi(s)ta da Nerd

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Il 28 Novembre 2011 ho iniziato a lavorare presso questa nuova società con la promessa di un contratto di due anni (prima) e uno a tempo indeterminato (poi).
Fra due giorni sono 2 mesi che lavoro qui e di contratti e buste paga ancora nemmeno l'ombra.
Fino a stamattina.

Capo: Ele, prendi il foglio che esce dalla stampante fra 10 secondi e firmalo… è la lettera d'assunzione!
Io: dai??? Fico, iniziavo a non sperarci più!
Capo:  il contratto è di 5 mesi come ti avevo detto, il tempo di metter su la nuova società e poi ti assumiamo con quell'altra come ti avevo spiegato
Io: sisi, ricordo
Capo: ah si, c'è una novità…
Io: ?
Capo: il 31 maggio scade questo contratto e facciamo il nuovo a tempo indeterminato!

 

Voce fuori campo: Cyn? Indovina dove sono?

 

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Di me e della Fiducia


Posted: settembre 9th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D., Vi(s)ta da Donna

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La cosa peggiore, quando una persona che ami e conosci da tutta la vita ti tradisce, è che inevitabilmente ti trovi a dover scegliere fra la fiducia nei suoi confronti e quella nei confronti del tuo istinto.

Per chi se lo stesse chiedendo, oggi ho scelto il mio istinto.
E sono un metro più vicina al cielo!

 

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Di Me e Ancora una Volta del Tempo


Posted: settembre 8th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D., Mus(ic)a, Vi(s)ta da Donna, Whispers

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Per la prima volta mi scivola di mano e lo osservo passare senza affannarmi a rincorrerlo chè non ci giurerei ma… mi è sembrato di vederlo voltarsi a sorridermi…

 

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PS: pensatemi, domattina. E incrociate fortissimo le dita per me

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Di me e del Primo “Toh”


Posted: settembre 8th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D., Vi(s)ta

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Ricevere una telefonata dalle persone presso le quali ho fatto il primo colloquio e sentirsi dire "abbiamo finito di esaminare i candidati e volevo farti sapere che a livello di competenze e anche umano non c'è stata competizione, sei sempre stata la nostra prima scelta ma ci abbiamo messo un po' a decidere solo perchè verresti tutti i giorni da fuori Roma e questo ci preoccupava un po' per via degli orari" beh… davvero non ha prezzo!

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Di me come una piccola Oscar Wilde al contrario


Posted: aprile 26th, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D.

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Ogni volta che la gente è d’accordo con me provo la sensazione di avere torto, diceva Wilde.
A me sta succedendo il contrario.
In questi ultimi giorni, a seguito di molteplici discussioni di carattere prevalentemente politico/religioso (maaai parlare di politica e religione, aHa, dovrò farmelo tatuare in fronte) mi sono trovata più volte a ottenere dichiarazioni di stima da chi appartiene a partiti o contesti religiosi a dir poco opposti al mio.
In qualsiasi altro momento storico della mia esistenza, questo mi avrebbe perplessa profondamente. Significa forse che sto tradendo i miei ideali? No, significa che ho talmente assimilato gli innumerevoli studi sull’alterità da averli trasformati naturalmente e inconsciamente in un modus vivendi et pensandi.
Vuol dire che so parlare civilmente e senza ottusità con persone che la pensano in modo diametralmente opposto al mio.
Niente mi ha mai resa più orgogliosa di me stessa!

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it
(Evelyn Beatrice Hall)

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Di me che Esisto un po’ di più


Posted: febbraio 6th, 2011 | Author:
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Martedì 1 Febbraio 2011 ho comprato un numero di telefono. Su skype, daccordo, ma pur sempre un numero di telefono.
Un numero tutto mio, personalissimo, che mi sono peraltro scelta cifra dopo cifra e che conduce a una linea riservata.
Un numero che finora ha ricevuto un migliaio di telefonate solo da me medesima in persona per controllare il funzionamento suo e del nuovo cordless che si è portato dietro.
Almeno fino a cinque minuti fa.
Si, perchè cinque minuti fa, il mio cordless skype ha suonato. Sul display un numero reale di quelli con prefisso e tutto il resto. Uno 069963eviadicendo. Insomma, un numero verovero, non la chiamata di uno skypemaniaco (si, mi ero scordata di settare le impostazioni sulla privacy, vabuò?) ma la chiamata di un numero di telefono in carne e ossa.
Rispondo.

Io: Si, pronto?
Interlocutore: Pronto, Leonardo?
Io: … lei che dice?
Interlocutore: Che ho sbagliato numero?
Io: Complimenti per la perspicacia

Ok, la mia prima telefonata è di uno che ha sbagliato numero. Ok, mi è stato chiesto se fossi Leonardo (?!?!). Ok, non è proprio questo granchè come aneddoto, nè come argomento di un post.
Ma esisto. Il mio numero esiste, al di là delle mie telefonate di prova. Esiste ed è raggiungibile da qualsiasi telefono.
Considerato che martedì 8 Febbraio alle 10.10 di mattina ho il primo appuntamento della mia vita con un funzionario dell’agenzia delle entrate per aprire la partita iva e nel pomeriggio una gita-pellegrinaggio nel paesino dei miei sogni a vedere una casina piccina picciò che un giorno potrebbe diventare la mia nuova cuccia, beh… io dico che se sommo tutto insieme, ne vien fuori una bella porzione doppia di esistenza con un saporito contorno di dilagante neo-ottimismo!

E nella mia testa suona la colonna sonora della mia vita lavorativa accompagnata da una voglia PAZZA di rivedere uno dei miei film cult:

 

… for everyone who’ still in there trying…

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Di me e di un Gioco e un po’ anche della Vita


Posted: febbraio 2nd, 2011 | Author:
Filed under: J.a.D.

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Le millemila sveglie impostate sul mio telefono iniziano a suonare alle 7 e si danno il cambio fino alle 8, quando al loro posto cerca di svegliarmi l’iHome usando contro di me l’amore per i Cure.
Non si può resistere a Robert che ti da il buongiorno. Proprio no.
Mi lascio coccolare da un paio di canzoni e finalmente mi alzo.
Stendo rapida una lista mentale di cose da fare. Organizzazione, organizzazione.
Ho sempre pensato di essere organizzata, di non lasciare mai le cose al caso ma di esser efficente nel pianificare tutto il pianificabile.
Ho sempre pensato di esser brava nel far progetti, programmando passo passo ogni step necessario per raggiungere la meta.
È servito un gioco per farmi capire quanto così non fosse.
Il tutto e subito col quale ho fatto a cazzotti per tutta la mia vita, ha lasciato il posto a un più semplice ed efficace concetto di Daily.

È iniziato tutto il San Valentino di due anni fa in realtà, quando mi sono avvicinata per la prima volta al php e ho scoperto che no, un sito tutto d’un fiato non si può proprio fare e bisogna imparare a suddividere il lavoro in sezioni, in blocchi, sia logici che materiali.
Devo al mio lavoro di programmatrice il primo passo per l’abbandono di un modo di vivere e pensare che non mi ha mai concretamente portata da nessuna parte.
Ma il resto dei passi, quelli che mi portano oggi a sentirmi così schifosamente tranquilla e sicura di me e di quello che faccio, lo devo a WoW.
Ebbene si. La Vostra da un anno a questa parte gioca a World of Warcraft. Ed è pure brava!

Se ne dicono tante, di questo gioco.
Nel mio caso è iniziata così, senza troppe pretese, quando io e il pUlc cercavamo un gioco che ci permettesse di stare un po’ insieme durante le lunghe serate invernali in cui eravamo lontani. Iniziammo con Wesnoth, poi approdammo a WoW.
Sembra passata una vita da quando abbiamo incontrato Chainsnake, il nostro mentore in game, al secolo Max, per gli amici Cox. Il primo di quelli che sarebbero diventati molti, moltissimi preziosi amici coi quali passare i tranquilli dopocena in una vita nella quale non è contemplata l’esistenza della tv. 

Cosa c’entra una vita virtuale con quella che nel mondo di WoW si chiama Real Life?
C’entra perchè ogni cosa, se presa nel verso giusto, può essere un prezioso strumento.
In soldoni funziona così: si parte dal livello 1. Compiendo missioni si fa esperienza la quale permette di passare di livello. Il livello massimo è l’85. Per 85 livelli, tu cresci. E impari.
A usare la tua classe, a relazionarti con quello che ti circonda, persone/mostri/sfide/compagni/gildani.
Hai 85 livelli per scoprirti e impararti. E se detta così sembra una cosa facile beh… l’ho detta male. 
È difficilissimo imparare come funzioni, così come lo è quando cresci – infanziapubertàadolescenza – scoprire te stesso. Ogni razza/classe ha delle caratteristiche comuni, chiaro, ma ogni persona usa il proprio pg in un modo personalissimo e unicissimo, quindi si, ci sono i manuali… ma se non ti studi sul campo, col piffero che ci capisci una cippalippa.

Scoperto di cosa sei capace, cosa vuoi diventare (ogni classe ha più specializzazioni fra le quali scegliere), sai su quali statistiche puntare per ottenere il massimo. Sei un paladino? Vuoi curare? Bene, queste sono le proprietà che devi portare su. Sono i tuoi strumenti pratici. È qui che finisce la scoperta e inizia lo studio di come utilizzare al meglio ciò che hai a disposizione e capire cosa non sta funzionando così da poter porre rimedio alle difficoltà o ai limiti che stai riscontrando.

Nei giochi normali, raggiunto il livello più alto, il gioco finisce. In WoW no. Inizia. E inizia la parte più impegnativa. Dozzine e dozzine di dungeon – combattimenti nei quali sono richieste 5 persone – per ottenere gli strumenti di cui sopra. Giorni, settimane, mesi di Daily, cioè missioni giornaliere random, spesso uguali giorno dopo giorno, che ti occorrono per ottenere la reputazione con una determinata fazione che ti concederà quel pezzo dell’armatura che ti permetterà di raggiungere abbastanza intellect per direfarebaciare…
E una volta ottenuti i pezzi dei dungeon da 5 cosa si fa? Si cerca di ottenere quelli dei raid da 10. Sottolineo, dieci.

Ora. In un gruppo da 10 standard funziona così: due persone ci pigliano le botte e cercano di far si che non le prendano gli altri del gruppo; due (o tre, dipende dalle fight) persone curano il raid intero; cinque o sei persone fanno danno sul boss. Le tattiche sono spesso complesse e richiedono grande concentrazione ma, soprattutto, un enorme affiatamento e una fiducia cieca negli altri membri del raid. Se sbaglia uno, muoiono tutti.

I raid da affrontare sono più di quanti si abbia il tempo di farne; le mete cui puntare, i traguardi da raggiungere sono praticamente infiniti. Ogni giorno puoi darti un diverso scopo, più o meno ‘importante’.
Ci sono obiettivi a breve e lungo termine cui puoi puntare. Quelli a lungo termine possono richiedere anche mesi di lavoro e di tentativi e di wipe (morte di tutto il gruppo), ma alla fine non ci sono cavoli, a quella meta ci arrivi punto e basta. E si, è solo un gioco, non abbiamo salvato la vita di nessuno nè cambiato il corso della storia ma… dieci persone hanno lavorato insieme, in perfetta sincronia, perfezionandosi prova dopo prova… Non è descrivibile quello che si prova. Quando poi queste 10 persone vuole il caso che siano anche diventate una parte importante della tua vita di tutti i giorni – come dice Nico, uno di noi, "giocare dopo cena a WoW è come scendere al bar a prendere una birra con gli amici" – beh, il valore di quel piccolo gesto cresce a dismisura perchè significa che 1. hai lasciato entrare degli estranei e te ne sei innamorata tanto da non stancarti mai di passare i dopocena a sentirli dire cavolate su TeamSpeak, 2. è passato un anno e ancora riesci a fare le tue daily e hai raccolto innumerevoli frutti di una nuova fiammante costanza, 3. hai imparato a delegare e a fidarti degli altri.

Un tempo avrei steso la mia lista giornaliera di cose da fare ma, constatato che un progetto potesse richiedere troppo tempo per esser realizzato, mi sarei demoralizzata e avrei gettato la spugna, esempio lampante le millemila diete iniziate e mai finite. Il mio errore era quello di guardare l’obiettivo senza focalizzare concretamente il day-by-day. Per carità è di un gran bello camminare guardando l’orizzonte ma le buche sono in agguato, pronte a intrappolarti a due metri dalla partenza. Io è su quello che sto facendo e che ho da fare giornalmente che devo porre l’attenzione.
Le mete, gli orizzonti, i sogni, sono gran belle cose e servono per darci una direzione ma se ci crogioliamo nel pensiero dell’arrivo senza mettere in conto l’amaro del cammino beh… liggiù non ci si arriverà mai.

Il mio pg, Kimaera, ha raggiunto il massimo livello il 12 giugno del 2010. Da allora, ha fatto ogni giorno la sua random, le sue daily, ha svolto egregiamente i suoi compiti. Anche quando magari non ne aveva voglia, si è sempre messo lì con la santa pazienza e ha impegnato quella mezz’ora a fare ciò che doveva.
Ha puntato a volte troppo in alto, a volte ha ottenuto risultati al di là di ogni più rosea aspettativa, ma non ha mai mollato e mi ha insegnato che se svolto nel modo giusto, magari con la giusta compagnia in cuffia, anche il compito più noiosamente quotidiano scivola via senza accorgersene.
E mi ha insegnato che fidarsi degli altri è il più grande regalo che possiamo fare a noi stessi, che non c’è da vergognarsi nel chiedere aiuto perchè puoi essere il curatore più figo del server ma non c’è verso che tu possa tenere in piedi 10 persone da solo per più di 30 secondi, non è quello che fa la tua classe, tu ne devi curare due: fai il tuo lavoro e lascia che gli altri facciano il loro. Mi ha insegnato che imparare a lavorare in gruppo è difficile e faticoso… ma poche cose danno tanta soddisfazione quando iniziano a funzionare!

Ma soprattutto mi ha insegnato che tutte queste cose che credevo non mi appartenessero – spirito di gruppo, fiducia, costanza, perseveranza, capacità di delegare – non solo fanno parte di me ma sono proprio quello che oggi mi da una marcia in più in Real Life.
Forse anche un po’ più di una…

E pensare che è solo un gioco…

 

I was an impossible case
No-one ever could reach me
But I think I can see in your face
There’s a lot you can teach me

So I wanna know…
What’s the name of the game?
Tell me please, ’cause I have to know
I’m a bashful child, beginning to grow

 

 

Il Gruppo dei Randagi dopo l’uccisione del Lich King,
l’ultimo Boss di un raid che abbiamo impiegato 4 mesi per terminare

 

Io e Dan dopo la medesima fight

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Perchè io valgo?


Posted: aprile 7th, 2010 | Author:
Filed under: J.a.D.

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È incredibile quanto velocemente cambino le cose. O, come in questo caso, le persone. Nello specifico io.

Qualche tempo fa il topo mi disse "è un bene che ti arrabbi quando le cose non sono come le vorresti, significa che stai finalmente capendo che anche tu meriti di essere felice e, cosa più importante, che vuoi esserlo!"
Magari non se ne è nemmeno reso conto ma, in una frase striminzita, ha riassunto non solo la mia intera esistenza ma anche la piega che sta prendendo la mia vita. Quella di una che si è sempre accontentata, che non ha mai osato chiedere, che forse non ha mai nemmeno pensato di valere granchè. Quella di una che un giorno si sveglia e inizia a pretendere ciò che SA di meritare. O anche no. Magari pretende solo ciò che vuole. A prescindere che lo meriti o meno. Il punto è che non si accontenta più.

Ho sempre avuto enormi difficoltà a parlare di soldi. Il compenso, nella mia testa, dava un valore a me, al mio lavoro, un valore che dovevano esser gli altri a stabilire, non io. Come quando a scuola ti chiedevano di darti un voto da solo. Non sono mai riuscita ad andare oltre il 6.
Poi un giorno il boss ha assunto Elena. E lei ha iniziato a dire che il mio è un lavoro qualificato e quello che io faccio, e come lo faccio, vale almeno il quintuplo di quello che viene valutato alla pirgy. E sentirsi anche dire da una semi-sconosciuta "Ah io non ho dubbi che risolverai il problema. Sei un genio, solo che ancora non lo sai! Io ho piena fiducia in te, sei tu a non averne in te stessa!!!" qualche pensiero te lo fa sorgere.

Che sia vero che mi sottovaluto? Che sia vero che non credo in me stessa? 

E a quel punto succede una cosa strana.
Ti guardi dall’esterno.
Vedi te stessa creare un multilanguage dinamico per un’agenzia di affitti stagionali con prenotazione online e motore di ricerca che se non fosse stato per Dan non avresti nemmeno saputo da che parte iniziare per joinare ottocentomilioni di tabelle. Vedi te stessa realizzarlo in meno di due settimane lavorando giorno e notte, ogni giorno. Vedi un sito dal valore commerciale di ALMENO 8000 euro venduto per incompetenza a 4000. Vedi che quel sito lo avete fatto SOLO tu ed Elena. Vedi che, quando di un sito da 4000 euro te ne entrano 400 per un lavoro che hai svolto praticamente solo tu, qualcosa sotto sotto inizia a scalciare. Perchè il sito, quel sito, gli occhi per vederlo ce li hai. E capisci di cosa si sta parlando qui. E chissà come, chissà dove, trovi il coraggio di dire tutto quello che pensi. Con tranquillità, puntualità, correttezza. Senza rabbia, aggressività o emotività. Anche se ne avresti motivo. Ma mantieni la calma e, forte del tuo esser dalla parte del giusto, ti scopri ad argomentare le tue motivazioni con assoluta serenità a un boss che ti da ragione senza pensarci nemmeno un secondo.
E capisci dalla sua paura di perderti che un valore ce l’hai. E che è molto superiore a quello che tu stessa ti eri data.

E quello è il momento in cui cambia tutto.
Tutto.

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Is Born!


Posted: aprile 13th, 2008 | Author:
Filed under: Carta&Penna

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Ne "parlai" qui ed è giunto il momento di svelare il mistero…
Sarei scappata. L’avrei fatto. Ci ho provato, in effetti. Ma mi han presa per le orecchie e costretta ad affrontare le mie paure ed eccomi qui, un anno e pochi spicci dopo, a guardare ancora inebetita quegli scatoloni pieni zeppi di me.
E mi vien da ridere mentre una vocina nella mia testa dice che non è poi questo granchè ma la mando elegantemente non si può dire dove e penso che sì, in fondo son soddisfazioni…

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Solo per dire…


Posted: febbraio 11th, 2008 | Author:
Filed under: J.a.D.

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…che la gente ci prova, a farti essere meno sognatrice, meno utopica, meno conlatestafralenuvole – per restare in tema. Ti dicono che la realtà non è soffice come nuvole ma solida come il granito e sbatterci contro non è proprio una delle esperienze più divertenti. Ma tu niente, non senti ragioni.  Tiri dritta per la tua strada, con i pugni pieni di sogni e le tasche stracolme di sorrisi e un giorno allenti la presa e uno di quei sogni scivola fuori dal pugno e un sorriso accompagna le parole: "Ce l’ho fatta. L’ho trovato. Nessuno ci credeva ma l’ho trovato. E’ uno studente americano di nome Mike il proprietario del cellulare smarrito!"
E in tutto questo, mi son pure dimenticata di pranzare. Di nuovo.
Ma al diavolo: l’ho trovato!!!

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    (martedì, ago 16. 2011 09:50 PM)
    Fffffrrrr ffffffrrrr
    Brixta: scemo xD
    Fab
    (lunedì, ago 15. 2011 09:03 PM)
    Bella lì! Anzi qui! ;)
    Brixta: <3
    Roberto Bommarito
    (lunedì, ago 15. 2011 04:28 PM)
    uno due uno due
    Brixta: Congratulazioni, sai contare fino a due! :P
    Brixta
    (lunedì, ago 15. 2011 03:13 PM)
    Mh, prova…

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