Il 28 Novembre 2011 ho iniziato a lavorare presso questa nuova società con la promessa di un contratto di due anni (prima) e uno a tempo indeterminato (poi).
Fra due giorni sono 2 mesi che lavoro qui e di contratti e buste paga ancora nemmeno l'ombra.
Fino a stamattina.
Capo: Ele, prendi il foglio che esce dalla stampante fra 10 secondi e firmalo… è la lettera d'assunzione!
Io: dai??? Fico, iniziavo a non sperarci più!
Capo: il contratto è di 5 mesi come ti avevo detto, il tempo di metter su la nuova società e poi ti assumiamo con quell'altra come ti avevo spiegato
Io: sisi, ricordo
Capo: ah si, c'è una novità…
Io: ?
Capo: il 31 maggio scade questo contratto e facciamo il nuovo a tempo indeterminato!
Secondo giorno del nuovo lavoro.
Si si, tutto bene, tutto bello, tutto tutto ma questo non è un post di quel tipo.
No. Questo è un post sul non-lavoro.
Sul momento più bello della giornata. Quello cioè in cui rimetto piede in casa. E non perchè torno a casa ma perchè SONO a casa.
La settimana scorsa m'han fatto forse il più bel complimento che abbia mai ricevuto.
Letteralmente.
Quello che mi dissero fu "Ho sentito questa canzone e mi ha fatto pensare a te"
Niente di che apparentemente, no?
Da quel giorno, quando la sera rientro in casa stanca morta, trovo ad accogliermi un gatto morbidoso e Frank.
Non c'è niente di più bello che spogliarsi della giornata appena vissuta e lasciarsi trasportare in un'altra epoca, in altri sapori, altri colori.
In un posto dove il cuore è caldo tutto l'anno e i sorrisi sono di quelli veri che ti arrivano fin sotto la pelle.
Si. Non c'è niente di più bello che tornare a casa, salutare Frank, lasciarsi avvolgere e cullare completamente dal pensiero che da qualche parte c'è qualcuno che associa questo abbraccio primaverile a te e… beh oh cacchio, la Holly Golightly che è in me un paio di lacrime se le fa scappare e pensa che forse potrebbe smettere di farlo lei. Scappare, intendo. Di nuovo.
Every finger in the room is pointing at me
I want to spit in their faces then I get afraid what that could bring
I got a bowling ball in my stomach, I got a desert in my mouth
Figures that my courage would choose to sell out now
Lunedì 29 Agosto. Ore 11.00. Colloquio presso una piccola webagency a gestione familiare per un posto da programmatrice php.
Condizioni di lavoro buone. Orario buono. Situazione contrattuale buona. Capo/collega deliziosi.
Sono uscita dal colloquio sorridendo, convinta di aver conquistato il posto e anche il loro cuore.
Nel corso della settimana avrebbero finito i colloqui, il mio era il primo che facevano. Per il lunedì successivo avrebbero voluto iniziare. Dissero che entro la fine della settimana mi avrebbero fatto sapere.
Giovedì, niente.
Venerdì, niente.
Sabato, nemmeno a dirlo.
- Chiama e senti cosa ti dicono
- Cosa chiamo a fare? Hanno detto che mi avrebbero fatto sapere loro. Se non mi hanno chiamata ci sarà un motivo
Eppure, da giovedì in poi quella sensazione di cacchio eppure ero sicura che il colloquio fosse andato alla grande non sono più riuscita a togliermela di dosso.
In fondo, ero la prima che vedevano. Magari si aspettavano molto di peggio e sono rimasti piacevolmente colpiti ma poi, incontrando altri candidati, hanno avuto modo di fare un confronto et voilà, non c'è storia. Eppure ero così convinta di piacergli, sia professionalmente che personalmente… Sembrava essersi instaurato un così bel feeling, parlavano di full time, contratti…
È una settimana che mi sento tradita.
Sì, tradita, perchè per come si sono comportati con me durante quel colloquio, sembravano davvero pensare "cacchio, è lei!"
E un po' mi viene anche da ridere chè sembra il copione standard delle peggiori relazioni sentimentali. E invece era solo una possibilità di lavoro ma niente, hanno sicuramente trovato qualcuno migliore di me e mi hanno scartata. Gli son piaciuta solo perchè non avevano ancora visto nessuna alternativa.
Il martedì esce portaportese. Nell'edizione di ieri, l'annuncio di lavoro era ancora lì.
Al che ho pensato cacchio, non mi hanno scartata per qualcun altro, mi hanno proprio scartata a prescindere!!!
E allora non so perchè ma mi sono decisa a chiamare, anche solo per sentire cosa mi avrebbero detto
- Salve, sono Eleonora Rossi, ho fatto un colloquio presso di voi lunedì scorso
- Si, buongiorno
- Buongiorno, chiamo perchè ho visto che ancora oggi c'è l'annuncio per il posto di lavoro sul giornale
- Si, avevamo programmato la pubblicazione fino a oggi e stiamo finendo gli ultimi colloqui chè abbiamo ricevuto molti più CV di quanti pensavamo. Comunque ho ben presente chi è lei e devo dirle che ci ha fatto davvero un'ottima impressione e al momento, dalla selezione fatta finora, è rimasto solo da scegliere fra lei e un altro candidato. L'ultimo colloquio è fissato per domani. Domani stesso o dopodomani al massimo sapremo dirle qualcosa.
Ora, il fatto che io domani debba dare conferma o smentita per un corso di formazione gratuita full time che mi costringerà a scegliere fra 5 settimane di corso o un mese di stipendio è qualcosa su cui dovrò riflettere attentamente e con il quale non voglio ammorbarvi.
Il punto è… io davo per scontato di esser stata scartata. Non solo. Ero convinta che quel colloquio andato così bene e quella bella impressione che sapevo di aver fatto, fossero stati frutto della mia immaginazione.
Ho tradito le mie percezioni per lasciare spazio all'insicurezza, alla paura, alla… boh, autocommiserazione?
Perchè è tanto facile per me pensare di non valere niente? Perchè ho sempre la sensazione che in qualsiasi confronto possibile fra me e chiunque altro io ne uscirei sempre e comunque sconfitta?
Questa cosa, questo mio modo di fare/pensare, è senza dubbio il peggior tradimento ch'io possa compiere ogni giorno nei confronti di me stessa.
Ed è esattamente quello che ho intenzione di non fare più.
Mai più.
Costi quel che costi.
Why do we crucify ourselves every day
I crucify myself and nothing I do is good enough for you
I crucify myself every day
I crucify myself and my heart is sick of being
I said my heart is sick of being in chains
Chains
Why do we in chains
Why do we crucify ourselves
Crucify ourselves every day
Why do we crucify ourselves
I'm never going back again to crucify myself again every day
Sempre stata. Ma mai stata così tanto!
E oggi dentro questa canzone ci passeggio a piedi nudi, sprofondandoci.
When she cried
It felt like her last tear for nothing
It’s her life, a toss of the coin
For everything, yeah
Oh, the girl began to see
That you don’t need just any man, oh no
And her pride is a kiss goodbye
On graduation day
She always said, she’d be happier alone
She always said, she won’t be anybody’s second hand rose
She’s scared, she dares
She’d be a rose alone
Daddy says, you can’t pay the rent
On a fairy tale
It’s her play, she’d rather be free
Than be safe in jail
Oh, make it or break it
You do what you gotta do ’cause you can, oh yeah
Taste the wine, bittersweet
But the bite still gets you high
She always said, she’d be happier alone
She always said, she won’t be anybody’s second hand rose
She always said, she’d be happier, happier alone
She’s scared, she dares, she’d be a rose alone
Somebody
Hey, hey, hey
Taste the wine, bittersweet
But the bite still gets you high
She always said, she’d be happier alone, yeah
She always said, she won’t be anybody’s secondhand rose, yeah
She always said, she’d be happier, happier alone
She’s scared, she dares, she’d be a rose alone, yeah
You’ve got the cool water When the fever runs high And you’ve got the look of love Right in your eyes And I was in a crazy motion Till you calmed me down It took a little time But you calmed me down
Some people never say the words "i love you" It’s not their style to be so bold Some people never say the words "i love you" But like a child They’re longing to be told
They’ve got a wall in china It’s a thousand miles long To keep out the foreigners They made it strong And I’ve got a wall around me That you can’t even see It took a little time To get next to me
If something goes wrong I’m the first to admit it The first to admit it But the last one to know If something goes right Well, it’s likely to lose me It’s apt to confuse me Because it’s such an unusual sight Oh I can’t get used to something so right Something so right
Some people never say the words "i love you" It’s not their style to be so bold Some people never say the words "i love you" But like a child I’m longing to be told
They’ve got a wall in china And I’ve got a wall around me It took a little time To get next to me
…e mezzo. Chè se ci fosse stato Freddie avremmo fatto cifra tonda. Ma io loro li amo tantissimo. Dalla punta dei piedi ai ciuffetti platinati. PS. un giorno o l’altro posterò l’intero Tribute, lo so io!
Io, certe cose, lo so di prenderle troppo seriamente. Ne sono tristemente cosciente. E forse esagero. Ok. Ma a me, leggere una cosa del genere da una persona per di più intelligente, giuro che fa venire le lacrime agli occhi. Letteralmente. Oltre che un nodo in gola.
La "discussione" è proseguita nel seguente modo:
Lui: Mamma mia, come siete acide! Non ho mica detto che sia giusto o sbagliato! E’ molto mascolina nei lineamenti, tutto qua! Io: Quindi perchè è "mascolina" (!!!) è meno donna di una con lineamenti più "femminili"? Certe osservazioni non le comprenderò mai :) Io la trovo bellissima. Senza se e senza ma! E tutt’altro che poco femminile. Diversa, indubbiamente. E proprio per questo bellissima e molto più Donna di tante tutte uguali ;) E non si tratta di acidità, comunque, ma di una reazione credo naturale nel leggere un messaggio in cui si sembra sostenere che per esser Donne bisogna esser in un determinato modo. Lo trovo francamente un po’ offensivo. Ma è solo il mio modesto punto di vista… Ti chiedo piuttosto scusa per la polemica ma hai toccato un tasto a me molto caro! ;)
A costo di esser ripetitiva… che io adoro Tracy si sa e vabè. E anche che ho una vera e propria passione per le Donne che non sentono il bisogno di Apparire per Essere. Ma boh, io davvero la trovo bellissima!!!
PS. Che poi io ci ripenso come i cornuti ma… scommetto che se avesse portato i capelli lunghi, indossato una maglietta scollata e i tacchi a spillo, se si fosse imbrattata la faccia di trucco, non si sarebbe mai pensato di lei "ha i lineamenti mascolini". E una cosa del genere detta da uno che nella vita fa pure il fotografo MI FA USCIRE DAI GANGHERI!!! Ca**o. Dovresti saperla scovare ovunque la bellezza e mi cadi in clichè così… così… bah. Sono inca**ata come un picchio. Punto.
Punge. Come possa, un caffè, pungere è uno di quei misteri che, lo so, non potrò svelare mai. Ma è così. Giuro. Punge. O per lo meno, lo fa quello che piace a me. Citando me stessa, "nero, amaro e bollente, come il mio uomo". Io non lo so com’è possibile che un caffè punga. Ma in fondo non so nemmeno come faccia una canzone, a pungere. E questa lo fa. E di brutto anche. Punge e pizzica e affonda. Punge e scuote in quell’angolino buio, silenzioso e pieno di ragnatele che ogni tanto reclama attenzioni a gran voce, scrollandosi di dosso la polvere con qualche lacrimuccia ben assestata. Beh, gente, qui c’è una perdigiorno che deve tornare col naso sui libri ma non prima d’aver condiviso il pizzicorio d’un brano che sembra esser nato apposta per questo preciso istante di questo preciso pomeriggio di questo preciso giorno e che sembra racchiudere fra le sue note il profumo di quel caffè che punge…
Let’s start over again Why can’t we start it over again? Just let us start it over again And we’ll be good This time we’ll get it… We’ll get it right It’s our last chance to forgive ourselves